Tutto inizia con una telefonata
Un cliente ci chiama disperato. Windows si era inceppato e un amico — quello che "se ne intende di computer" — aveva deciso di dargli una mano reinstallando il sistema. Niente di drammatico, in teoria. Se non fosse che durante il ripristino Windows aveva usato il disco esterno collegato come spazio per l'immagine di installazione, sovrascrivendo esattamente quello che il cliente credeva fosse al sicuro. Foto di famiglia, documenti di anni, tutto.
Noi siamo arrivati dopo, purtroppo. Con poco da fare se non tentare un recupero dati — operazione costosa, lenta e mai garantita al 100%. È uno dei casi in cui vorresti poter tornare indietro di qualche ora.
Vale la pena dirlo: quando un PC arriva da noi in cattivo stato, prima di toccare qualsiasi cosa facciamo sempre un clone completo del disco. È la nostra rete di sicurezza — se qualcosa va storto durante l'intervento, si torna al punto di partenza. Ma un clone fatto sul momento non recupera i dati che erano già stati sovrascritti prima del nostro arrivo.
Non è un caso isolato. È una delle situazioni più frequenti che gestiamo in assistenza. E il motivo per cui vale la pena parlarne chiaramente: un disco esterno collegato non è un backup. È solo un'altra unità che il sistema può toccare.
La differenza tra "copia" e "backup"
Avere i file in un posto diverso dal disco interno non è sufficiente. Un vero backup richiede che i dati siano protetti da ciò che potrebbe colpire la fonte originale. Se il PC si rompe, il backup deve sopravvivere. Se un virus cifra tutto, il backup deve essere immune. Se fai un errore e cancelli qualcosa, il backup deve permetterti di tornare indietro.
Un disco esterno sempre collegato non soddisfa nessuna di queste condizioni. Condivide i rischi del PC a cui è attaccato:
- Ransomware: i virus che cifrano i file colpiscono tutte le unità collegate, disco esterno incluso. Non distinguono tra "originale" e "copia".
- Errori di sistema: come nel caso del nostro cliente, un ripristino, un aggiornamento mal gestito o un'operazione automatica può coinvolgere qualunque disco visibile al sistema operativo.
- Guasto hardware: un picco di tensione, una caduta, un surriscaldamento possono danneggiare contemporaneamente il PC e il disco esterno collegato. Succede più spesso di quanto si pensi.
- Furto, incendio o allagamento: se i due dispositivi sono nello stesso posto, un evento fisico li porta via entrambi. Nel Canavese le alluvioni non sono un'ipotesi remota — è già successo, e un PC sommerso con il disco esterno accanto non lascia scampo a nessuno dei due.
La regola 3-2-1: semplice da ricordare, efficace da applicare
Nel settore della sicurezza informatica esiste una regola empirica che si insegna da decenni e che rimane valida ancora oggi: la regola 3-2-1. Tre numeri da ricordare.
- 3 copie dei tuoi dati. L'originale più due backup. Non una, due.
- 2 supporti diversi. Ad esempio: disco interno del PC + disco esterno + cloud. Oppure: NAS + disco esterno + cloud. Tecnologie diverse, perché i guasti tendono a colpire dispositivi simili in modo simile.
- 1 copia fuori sede. Almeno una delle copie deve trovarsi fisicamente altrove — in cloud, a casa di un familiare, in ufficio se il backup è a casa e viceversa. Questo protegge da furti, incendi e allagamenti.
Applicata in modo rigido, questa regola è pensata per aziende e ambienti critici. Per un privato, anche una versione semplificata — disco esterno scollegato + cloud — è già infinitamente meglio di un disco sempre attaccato al PC.
Cloud, NAS o disco scollegato: quale scegliere?
Non esiste una risposta universale. Dipende da quanti dati hai, quanto sei disposto a spendere e quanto ti interessa poter recuperare tutto in autonomia. Ecco una panoramica pratica senza tecnicismi.
Disco esterno scollegato
Il metodo più economico e più sottovalutato. Fai il backup, stacchi il disco, lo metti in un cassetto. Non può essere colpito da ransomware perché non è raggiungibile dalla rete o dal sistema operativo. Il limite è che richiede disciplina: il backup va fatto manualmente (o con un programma schedulato che ricordi di collegare il disco) e non è aggiornato in tempo reale. Adatto a chi ha dati che cambiano poco — foto, documenti importanti — e non ha bisogno di recuperare la versione di ieri del file che ha modificato stamattina.
Cloud (Google Drive, iCloud, OneDrive…)
Il vantaggio principale è che è automatico e fuori sede per definizione. Se il PC brucia, i tuoi file sono al sicuro su un server dall'altra parte del mondo. Lo svantaggio è che richiede una connessione internet decente e, per grandi quantità di dati, un abbonamento mensile. Attenzione: sincronizzazione non è backup — se cancelli un file per errore e la sincronizzazione lo propaga, hai perso anche la copia in cloud. I servizi seri però mantengono una cronologia delle versioni che permette di recuperare file cancellati entro una certa finestra temporale.
NAS (Network Attached Storage)
Un piccolo server di rete domestico o aziendale con due o più dischi in configurazione ridondante. Se un disco si rompe, il NAS continua a funzionare e tu puoi sostituire il disco guasto senza perdere nulla. È la soluzione più robusta per grandi quantità di dati (centinaia di GB, librerie fotografiche, archivi video) e per le aziende che devono garantire continuità operativa. Il costo iniziale è più alto, la configurazione richiede un minimo di competenza tecnica. Non sostituisce il cloud o il disco scollegato — completa la strategia. Per le aziende che gestiscono dati sensibili dei propri dipendenti o clienti, la scelta della soluzione di backup si intreccia anche con gli obblighi del GDPR e della privacy: i dati devono essere protetti, ma anche recuperabili in caso di incidente.
Software di backup professionale: Iperius Backup
Per chi vuole automatizzare tutto senza affidarsi a soluzioni fai-da-te, esiste un'alternativa concreta: un software di backup dedicato. ACP Computer è rivenditore autorizzato di Iperius Backup, software italiano che gestisce backup automatici su cloud, NAS, nastro e FTP. È adatto sia ai privati che vogliono proteggere foto e documenti di famiglia, sia alle PMI e professionisti che hanno bisogno di protezione dati seria, schedulata e verificabile — senza dover ricordare di "fare il backup" ogni volta a mano. Abbinato a Iperius Cloud Storage, il servizio di storage cloud proprietario di Iperius, permette di avere anche la copia fuori sede automatica — completando in un'unica soluzione i tre requisiti della regola 3-2-1. Se vuoi valutare questa soluzione, contattaci: come rivenditori autorizzati Iperius ti seguiamo nell'acquisto, nella configurazione e nell'assistenza — senza lasciarti solo davanti a un manuale.
Quanto spesso fare il backup?
La risposta dipende da una domanda precisa: quanti giorni di lavoro o di ricordi sei disposto a perdere? Se la risposta è "zero", il backup deve essere continuo o quasi. Se la risposta è "una settimana", puoi farlo ogni domenica sera e dormire comunque abbastanza tranquillo.
Una buona regola generale per i privati: backup automatico in cloud dei documenti attivi (quelli che modifichi spesso) + backup mensile su disco scollegato di tutto il resto (foto, archivi, file importanti ma stabili). Per le aziende, la frequenza va calibrata in base a quanti dati si producono ogni giorno e a quanto costerebbe perderli.
Il momento peggiore per pensarci è dopo
Chi ci chiama per un recupero dati lo sa bene: le operazioni di recupero da disco danneggiato sono costose, lente e mai garantite al 100%. Ci sono casi in cui recuperiamo tutto, casi in cui recuperiamo qualcosa e casi in cui non c'è nulla da fare. In nessuno di questi tre scenari è bello essere il cliente dall'altra parte del telefono.
Allestire una strategia di backup costa poco — a volte niente, se si sfruttano i GB gratuiti dei servizi cloud già inclusi nell'account Google o Microsoft — e richiede poche ore una volta sola. Poi funziona in automatico.
Se vuoi capire quale soluzione è più adatta alla tua situazione — che tu sia un privato con le foto di famiglia o un'azienda con archivi critici — passa a trovarci o chiamaci. La consulenza è gratuita e senza impegno: ti diciamo esattamente cosa fare, senza venderti cose che non ti servono.
L'autore
Andrea Cutellè
Tecnico specializzato, ha fondato ACP Computer nel 2007. Dal 2013 l'attività è una s.n.c., guidata insieme al socio Omar Secondino Ceresa.
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